La fusione tra urbanistica, tecnologia e sostenibilità si sta concretando in un crescente numero di progetti in molti paesi. Nonostante si tratti di un settore eterogeneo, questa tendenza è rilevante soprattutto per applicazioni nel settore dell’energia (si pensi ai primi progetti sulle “smart grids”), nelle telecomunicazioni (wi-fi pubblico), in progetti di mobilità urbana (auto elettrica e charging points pubblici) e di conversione dell’illuminazione pubblica a LED. Concentriamo dunque l’attenzione su un aspetto in particolare: l’integrazione tra servizi e arredo urbano.

Di fronte abbiamo l’opportunità di pensare e realizzare città nuove, più funzionali, più belle e più pulite, con la possibilità di migliorare concretamente la qualità della nostra vita. Perché tale opportunità si possa realizzare a pieno, è essenziale una visione d’insieme, una capacità d’integrazione tra “bello” e “utile”, tra funzione sociale ed estetica, cosa che purtroppo, nella maggioranza dei casi, oggi non avviene nelle nostre città.

In primo luogo, c’è oggi scarsa integrazione tra infrastruttura (qui intesa come oggetto che svolge una funzione pubblica, come ad esempio l’offerta di un servizio alla collettività) e arredo urbano (o urban design, qui inteso come oggetto le cui forme possono ispirare o semplicemente comunicare un messaggio).

Secondariamente, gli arredi che si vedono nelle città di oggi sono spesso elementi “passivi”, perdenti nel bilancio tra costi e benefici (senza entrare nel merito della loro forma estetica). La sfida della sostenibilità impone un cambio di paradigma. Ogni progetto pubblico può anche essere concepito come un’opportunità per lo sviluppo di nuove idee, nuovi servizi per i cittadini e per valorizzare gli spazi pubblici.

Albe-res è una di queste idee: un oggetto modulare di arredo urbano “attivo” in grado di offrire una serie di servizi rivolti a cittadini e amministrazioni pubbliche. Albe-res, sperimentato per la prima volta nel 2010 a Vasto, richiama la figura dell’albero non solo dal punto di vista estetico, ma anche funzionale: ispirandosi alla fotosintesi clorofilliana, le sue “foglie” integrano un sistema fotovoltaico da 1.5kWp che ne garantiscono l’indipendenza energetica.

Al di là di svolgere una funzione di arredo, Albe-res si occupa d’illuminazione pubblica (con la possibilità di integrare fino a quattro fari LED, con un risparmio energetico del 50-70% rispetto alle lampade tradizionali), di wi-fi o wi-fi mesh pubblico (anche in relazione al supporto di attività d’informazione e promozione del territorio), di charging point per piccole utenze e dispositivi (come smartphones, laptops, bici elettriche e, perché no, in futuro, auto elettriche). Inoltre, ogni albero può ospitare l’impiego di telecamere CCTV per la video sorveglianza. Tali sistemi sono interamente tele-controllabili e possono essere facilmente integrati tra loro o con altri apparati già esistenti.

L’idea di fondo è questa: l’utilizzo di tecnologie e materiali eco-compatibili, la produzione di energia rinnovabile a supporto di servizi pubblici e la ricerca di design aumentano il potenziale degli spazi urbani e la loro capacità di attrarre il cittadino.

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