Le diverse posizioni sugli sviluppi e sulle relative trasformazioni industriali in atto, fanno considerare la crisi attuale come la naturale fine di un ciclo economico. L’avvio di un nuovo ciclo presuppone un cambiamento basato su una strategia condivisa e piani di azione verso l’economia dell’innovazione. L’Euro-zona costituisce il più ricco mercato anche per le economie emergenti. Per soddisfare i sogni tradizionali e nuovi occorre sviluppare nuovi prodotti e servizi di alto valore. A questo fine, le risposte industriali mirano a soddisfare il benessere delle persone, piuttosto che i bisogni,con prestazioni sempre più spinte.
Gli elementi distintivi dei nuovi consumi, infatti, rispondono a una mentalità diffusa in cerca di benessere, stima, appartenenza, rispetto ambientale ed etico, autorealizzazione. L’ordine piramidale dei bisogni si sta trasformando in un ‘unicum’ riflettendo il nuovo profilo dei consumatori europei. Molteplici processi di trasformazione riguardano l’organizzazione della produzione industriale e i servizi, moltiplicatori Alla ricerca della competitività Accelerare il rinnovamento per il successo e il futuro dell’Europa di Augusta Maria Paci, Maria Stella Chiacchio, Cecilia Lalle delle attività economiche. Per quest’innovazione, gli investimenti pubblico-privati per la ricerca industriale di medie e alte tecnologie intervengono nella fase che precede la ricerca della competitività nella globalizzazione. Il coinvolgimento della ricerca, dell’industria e dei decisori politici è diventato rilevante per decidere la strategia EU e pianificare un processo condiviso che tenga conto anche delle pmi innovative. Due sono i documenti di riferimento. Per la strategia, il documento ‘EU2020 Strategy’ della Commissione Europea, ormai di ampia diffusione, definisce le grandi sfide e le azioni bandiera su cui concentrare le risorse dell’Unione. Il secondo è il documento ‘Una nuova strategia per il mercato unico-Al servizio dell’economia e della società europea’, rapporto di Mario Monti al presidente della Commissione Europea (maggio 2010). Questo rapporto contiene opzioni e raccomandazioni per un’iniziativa di rilancio del mercato unico europeo. Quest’ultimo diventa, quindi, l’obiettivo strategico della Commissione Europea per lo sviluppo economico e per la sostenibilità del modello europeo, simbolo del benessere dei cittadini è conosciuto a livello globale. Il rapporto focalizza le aree prioritarie per la posizione EU sui mercati: sviluppo industriale green, energia, prodotti e servizi di nuova generazione. Questo testo costituisce un’importante sintesi metapolitica e può diventare ‘un’agenda di pianificazione’ basata sulla selezione di ‘raccomandazioni principali’ presenti in calce a ogni capitolo. Opinioni autorevoli sul tema dello sviluppo UE si trovano anche nel documento ‘Project Europe 2030-Challenges and Opportunities’ (maggio 2010), che riconosce all’Europa un avvenire importante e un ruolo attivo di agente. Il documento fa riflettere sui punti di forza e di debolezza da affrontare per il rinnovamento e per la competitività e sostenibilità dell’Europa.

Una nuova fonte di vantaggio competitivo

L’implementazione della strategia europea, in discussione in vista del prossimo programma quadro FP8, si attua mediante programmi di ricerca collaborativa per lo sviluppo di tecnologie transettoriali. La definizione di target dell’innovazione, sfidanti e di difficile attuazione, costituisce una nuova modalità di spinta tecnologica.
La ricerca collaborativa attiva un processo altamente dinamico e multilaterale, per la generazione di una nuova conoscenza, fonte di vantaggio competitivo per l’industria europea, nel ciclo della globalizzazione. Piattaforme ETIPs e piattaforme nazionali, grandi iniziative Ppp e progetti cofinanziati nelle aree produttive strategiche (stampi, calzaturiero e altro ancora) costituiscono i nuovi spazi a disposizione delle industrie innovative per questa fase che precede la ricerca della competitività, fungendo da potenziale acceleratore di nuovi business per il singolo attore e le nuove filiere del valore.

Nuovi indicatori di crescita

Per la futura competitività, è necessario misurare l’avanzamento tecnologico e valutare ex ante l’impatto atteso, sin nei singoli topic di ricerca. In questo modo si possono mettere a fuoco le potenzialità di successo economico futuro.
La valutazione d’impatto potenziale è un tema che ricorre nei capitoli del rapporto Monti. Emerge, inoltre, la necessità di nuovi indicatori che dovranno tener conto dei fenomeni in atto e analizzare gli effetti futuri. Questi indicatori permettono di costruire i nuovi indici del benessere, in cui convergono ricchezza e sostenibilità, qualità della vita e del tessuto sociale.
L’indicatore beneficio/rischio, citato nel rapporto Cnr-Cotec può valutare ex ante le aspettative d’innovazione della popolazione. Di derivazione socio-economica, l’indicatore integra percezione, redditività e occupazione, formazione.
Altri trend analizzati focalizzano la sostenibilità ambientale, l’invecchiamento demografico e la mobilità, che diventano fattori da investigare, catturare e analizzare per avvicinare l’investimento in R&S al successo economico. In questa prospettiva rivolta all’innovazione a 360°, si supera la distinzione tra technology push/market pull e si va verso le cosiddette tecnologie abilitanti strategiche (Ket) e le tecnologie emergenti future (Fet).
È in questo contesto che Iar-Dpm del Cnr ha sviluppato nuove metodologie di analisi previsionale di impatto a supporto delle sviluppo di ricerca industriale. Queste metodologie, che oggi appartengono all’area d’ingegneria economicogestionale, analizzano i vantaggi e i benefici socio-economicoambientali e ampliano la Cba tradizionale, che ha come parametro di riferimento il profitto.
Lo sviluppo di nuove competenze per le future generazioni, i cittadini e gli operatori è necessario per acquisire una nuova sensibilità nell’operare quotidiano (nelle organizzazione, nei network, nei progetti). Un’opera di formazione è quindi importante,anche nelle scuole e nelle università per accelerare il rinnovamento delle mentalità per il successo e il futuro dell’Europa. In questi anni, quest’intensa attività della Commissione Europea in collaborazione con una rete di esperti ha prodotto una grande quantità di documenti e convegni. Questi continueranno a essere il veicolo principale per la comunicazione pubblica e meritano l’attenzione di noi tutti per partecipare consapevolmente a questo epocale cambiamento.

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