Ricordate il gioco del se fosse? Immediata e libera associazione di un termine ad un oggetto, animato e non. Provate a giocare con il termine ADSL. «Quale libro, film, oggetto o altra cosa le viene in mente se pensa all’ADSL?». Non si vince niente, avvertiamo. Ma le risposte che darete costituiscono l’universo simbolico evocato dal termine banda larga.
Il gioco cui avete appena partecipato è stato proposto da Andrea Granelli – studioso all’avanguardia di tecnologie e innovazione – e Lucio Sarno – psicanalista- in Immagini e linguaggi del digitale. Il libro della collana Innovazione & Competitività promossa dalla Fondazione Cotec (fondazione per l’innovazione tecnologica) e edita da Il Sole 24 ore.
«Ghepardo». «Forrest Gump». «Beep Beep, come si chiama? Quello che corre velocissimo». «Un camaleonte o una lucertola». «Anguilla, non so perché». Bene, se vi era sembrato che non vi venisse in mente nessuna associazione geniale di idee al termine ADSL -leggendo queste risposte riportate nel libro- potete tranquillizzarvi, siete in ottima compagnia.
D’altra parte nel volume di Granelli e Sarno, tra le innumerevoli citazioni poste a sigillo di ogni capitolo a sintetizzare il concetto che vi verrà espresso ce n’è una che ha colpito anche noi. «Siamo esseri analogici intrappolati in un mondo digitale». Come a dire che l’homo sapiens, anche il più tecnologicamente avanzato, continua a pensare in modo binario (0 – 1). Acceso, spento, come uno scaldabagno, direbbe qualcuno. Questa ci sembra la riflessione più proficua dell’interessante ricerca dei due studiosi della mente sul percorso che ci sta portando, forse, a diventare davvero una cosa sola con la tecnologia avanzata di Internet.
Amara riflessione che coinvolge gli appassionati intervenuti alla presentazione di Immagini e linguaggi del digitale. Lo stimolo che l’opera concede, anche al più veloce dei lettori, quello che appartiene alla tribù del giornalista abituato a scorrere velocemente le pagine di un libro – a proposito di velocità di trasmissione dati – senza soffermarsi molto su nessuna pagina in particolare, è uno stimolo che ha a che vedere con l’impazienza.
Il primo impaziente è Raffaele Barberio, direttore responsabile del quotidiano on-line Key4biz. «L’importante è che al centro di tutto resti l’uomo, per capire che strada stiamo facendo più che dove stiamo andando» – questo il pensiero del direttore, come a dire l’impazienza di non essere sopraffatti dal computer. «La Tv fa poco per diffondere in maniera intelligente la tecnologia e la digitalizzazione» – afferma Andra Pancani, giornalista de La7 impaziente di poter collaborare con tecnologi del calibro di Granelli per dare vita ad una Tv davvero innovativa. Ecco. Scopre un mondo in cui non solo ai numeri sia riservato un posto d’onore, invece, lo Chief Economist di Telecom Italia Andrea Gavosto. Internet per lui è causa di esclusione per chi non possiede ancora gli strumenti, mentali e materiali, per utilizzarlo al meglio, ma allo stesso tempo la banda larga crea un nuovo modo – più veloce e corale – di condividere informazioni.
Ma alla domanda posta dal moderatore Vito Di Bari, professore di progettazione e gestione dell’Innovazione al Politecnico di Milano, che chiedeva agli astanti: «dove stiamo andando?», nessuno risponde. Anzi, i più ritengono che quella del professore sia una domanda inutile. Il libro di
Granelli-Sarno, infatti, recita nel sottotitolo Le nuove frontiere della mente, come a dire che qui nessuno è ancora riuscito a vedere cosa ci sia oltre i nostri limiti mentali.
«Da nessuna parte». Ecco che la risposta arriva dal presidente Cotec, nonché attuale ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, ingegnere Luigi Nicolais. «Non si va da nessuna parte se non si abbandona questo approccio superficiale alla tecnologia. Con la banda larga si ha accesso ad una disponibilità quasi infinita di informazione» – ne è cosciente il ministro che racconta che a suo tempo per poter sapere dove andava la ricerca comprava libri e enciclopedie, cosciente, ora, di poter reperire le stesse informazioni cercandole per parole chiave in rete – «ma so anche» – aggiunge da ingegnere filosofo – «che bisogna saper sognare cosa fare con la tecnologia, bisogna cambiare il linguaggio del sogno. Perché si apra una nuova Era non basta introdurre la tecnologia nella vita quotidiana» e Nicolais conclude: «Bisogna pensare tecnologico».
Tornando alle citazioni del libro Immagini e linguaggi del digitale, Paul Valéry direbbe: «Il guaio del nostro tempo è che il futuro non è più quello di una volta». Ma Nieztsche da pagina 65 risponde: «Di tanto in tanto si operano magie». Virgilio direbbe che nascerà prima o poi il puer banda larga.

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