Le difficoltà economiche che stanno caratterizzando questi ultimi due anni, stanno amplificando gli stereotipi e le discriminazioni nel lavoro per l’universo femminile. Il dato emerge dal rapporto sulla “Cultura dell’innovazione in Italia”, realizzato dalla Fondazione Cotec in collaborazione con il CNR e il contributo di futuro@lfemminile di Microsoft e Acer. L’analisi si basa su un campione di 4000 interviste a uomini e donne  dai 30 ai 44 anni. Dall’elaborazione dei risultati, è emerso chiaramente che, rispetto a 5 anni fa, è salito del 10% il numero di chi crede sia meglio salvare un uomo dalla disoccupazione: alla domanda se uomini e donne in tempo di crisi hanno lo stesso diritto al lavoro, uno su tre ha risposto no.
Se è vero che oltre il 92% degli italiani ritiene ormai che l’istruzione universitaria sia allo stesso modo importante per ragazzi e ragazze, almeno un terzo della popolazione pensa che le donne siano più importanti per discipline umanistiche.

Non solo. Il 25% è convinto che le donne riescano ad affrontare i compiti lavorativi con minore razionalità degli uomini. Più tempo e meno fatica grazie alla tecnologia? Non proprio, perchè il tempo risparmiato viene utilizzato nel lavoro e, soprattutto per le donne, i margini svaniscono. Per questo chiedono più degli uomini politiche del lavoro mirate (orari flessibili, part time, asili e incentivi all’imprenditoria). Le aziende provano a progettare strumenti di flessibilità (videoconferenza, pc e cellulari di ultima generazione connessi con l’ambiente di lavoro), ma, nella realtà, la crisi economica frena la possibilità delle donne di fare carriera.

scarica pdf