Leggere La cultura dell’innovazione in Italia, Rapporto 2011, a cura di Wired e Cotec – Fondazione dell’innovazione tecnologica, è un’esperienza surreale. L’Italia è forse l’unico Paese del mondo dove si può scrivere un rapporto, prodotto da enti che dovrebbero promuovere l’innovazione, che valorizza “scientificamente”, nel senso che considera quale risorsa conoscitiva per le scelte pubbliche, le avversioni soggettive al rischio basate sulle risposte emotive e le paure ispirate da vicende terrificanti. Dove, cioè, si sostiene che dietro l’avversione degli italiani per il nucleare o per gli ogm c’è in realtà un tipo di valutazione dei rischi che è sì basato sulle emozioni, ma che proprio grazie al ruolo euristico che giocano le emozioni riesce a cogliere nelle innovazioni rischi che gli esperti, pe limitazioni cognitive intrinseche non sanno riconoscere.

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