Si è svolto lo scorso 1 dicembre, nella sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), il convegno “Italia, Portogallo e Spagna alla sfida dell’innovazione”.

Nella prima parte dell’evento il Direttore Generale della Fondazione Cotec Italia, Claudio Roveda, il Direttore Generale della Associação Cotec Portogallo, Daniel Bessa, e il Vice Direttore Generale della Fundación Cotec Spagna, Federico Baeza, hanno presentato i Rapporti COTEC 2014 sull’Innovazione dei rispettivi Paesi.
La seconda parte è stata caratterizzata da una Tavola Rotonda moderata dal Caporedattore Esteri/Economia di La7, Frediano Finucci, nella quale si è discusso della cooperazione in campo scientifico e industriale alla quale hanno parteciperanno: José Luis Angoso, Director of Innovation di Indra, Sergio Bozzi, Amministratore Unico di SVIM-Sviluppo Marche, Diassina di Maggio, Direttore APRE, Mario Magaldi, Presidente Magaldi Power, Luigi Nicolais Presidente CNR, Alessandro Sannino, Fondatore e Responsabile Scientifico Gelesis, ed Alessandro Sappia Amministratore Delegato di Biotechware.

Il Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI, Andrea Meloni, ha infine concluso i lavori.

Il quadro che è emerso, sulla base di fonti statistiche nazionali e internazionali del Rapporto COTEC Italia, presenta parecchie criticità d’interesse per i policy-makers. La spesa per Ricerca e Sviluppo in Italia è cresciuta solo lievemente negli ultimi anni, rimanendo su livelli piuttosto bassi rispetto ai principali Paesi europei (1,27% del PIL nel 2012, contro la media UE di 2,01%).

Per quanto riguarda le imprese, mentre quelle di maggiori dimensioni riducono il loro apporto alla spesa in R&S (66,4% nel 2011, mentre nel 2008 era il 71,6%), questo cresce per le imprese medie (14,1% contro 12,3%) e, seppure in misura più contenuta, per quelle piccole (9,2% contro 8,4%). Il dato generale per le imprese italiane (0,69% del PIL) è comparabile con quello spagnolo (0,69%) e portoghese (0,67%), ma nettamente inferiore a quello di Germania (2,02%), Francia (1,48%) e Regno Unito (1,1%).
Cresce il numero di addetti alla R&S delle imprese (6,2 ogni 1.000 occupati nel 2012, contro 3,8 del 2005); pur tuttavia restano pari a circa la metà di quelli di Francia (12), Portogallo (12,1) e Germania (13,3). Ridotta, inoltre, è la quota di brevetti internazionali: 51,23 per milione di abitanti nel 2012 contro 204 della Germania.

Infine, la produttività del lavoro per l’Italia segna una lieve crescita tra 2009 e 2013 del 1,6%, comunque inferiore rispetto a quella di Francia (2,9%), Germania (4,4%), Stati Uniti (5,1%), Portogallo (6,4%) e Spagna (9,4%).
Dati particolarmente critici, dunque, in relazione al fatto che Ricerca & Innovazione rappresentano i fattori centrali nella Rinascita dell’Industria posta dall’Unione Europea come strategia di fondo per lo sviluppo economico.

A questa tematica è dedicato il Tema dell’Anno del Rapporto 2014, sulla base delle relazioni presentate nel IX Simposio COTEC Europa (Lisbona, 12 febbraio 2014) riguardanti la visione del futuro dell’industria di Italia, Portogallo e Spagna, la strategia con cui perseguire tale visione, le nuove tecnologie da sviluppare a questo fine.

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