L’Italia deve modernizzare la Pubblica Amministrazione, ciò comporta l’utilizzo di strumenti tecnologici tra cui l’Intelligenza Artificiale (IA), ma proprio rispetto all’uso dell’IA nella Pubblica Amministrazione che sorgono le questioni più delicate. Esse non riguardano tanto l’utilizzo di supporti tecnologici informatici nella fase di redazione materiale degli atti amministrativi, bensì la legittimità di strumenti in grado di determinare il contenuto stesso degli atti.

Si tratta, dunque, di un differente paradigma della decisione, riguardo al quale se da una parte è unanimemente riconosciuto il beneficio in termini di utilità e di efficacia dell’utilizzo dell’IA in supporto all’attività umana, dall’altra sorge un disaccordo rispetto alla possibile sostituzione dell’IA alle decisioni umane.Il punto cruciale riguarda la valenza da attribuire alla formula algoritmica nel contesto pubblico e la possibilità di sostituire un giorno – integralmente o parzialmente –l’attività del funzionario “umano” con quella di un funzionario “robotico”.

Diviene necessario, allora, pensare a una maggiore regolazione e procedimentalizzazione del ruolo dell’IA nell’Amministrazione, La sfida che la tecnologia pone al diritto é quella di predisporre gli strumenti per assicurare che l’innovazione tecnologica manifesti le sue potenzialità in termini di crescita, progresso e miglioramento della condizione umana e, al contempo, evitare che ciò determini il consolidamento di posizioni di privilegio, diseguaglianze e asimmetrie di potere all’interno della società.

Questo é uno degli argomenti di cui si discuterà il prossimo 7 Ottobre alle ore 15:00 durante l’evento conclusivo del progetto “Intelligenza Artificiale: opportunità e sfide per imparare a utilizzarla”

L’evento é gratuito ma la registrazione é obbligatoria  sul seguente link: https://lnkd.in/dxvtFQr