L’economia circolare si è sempre più affermata come chiave di volta per un ridisegno strutturale del modello economico, andando molto oltre una sua visione iniziale che la limitava a sinonimo della fase di riciclo e andando invece ad articolarsi lungo tutta la catena del valore. I pilastri che la caratterizzano includono gli input sostenibili (materia ed energia) e la fase di design; i modelli di utilizzo (sharing, prodotto come servizio); l’estensione della vita utile; la chiusura del ciclo (rimanifattura, riciclo). I benefici di un ripensamento profondo del modello economico in ottica circolare sono molteplici: dall’aumento di competitività a una minore dipendenza da catene di approvvigionamento fragili, da nuove opportunità occupazionali a un approccio ambientalmente sostenibile. In particolare, emerge come chiave di volta di questa transizione il ruolo dell’innovazione: non innovazione intesa esclusivamente come innovazione tecnologica ma più in generale innovazione dei modelli di business, del quadro normativo, delle metriche e degli indicatori, delle modalità di finanziamento. E’ una sfida che vede protagonista, a livello globale, l’Europa e in cui l’Italia ha un ruolo preminente. 
Le opportunità e le sfide di questa transizione nella prospettiva dell’innovazione e della sostenibilità saranno approfondite nel corso del dibattito del prossimo 1 marzo previsto a Roma al Museo dell’Ara Pacis.
Sarà anche l’occasione per condividere le principali evidenze del recente report pubblicato da Enel sul tema: