L’allarme delle piccole e medie imprese italiane, spagnole e portoghesi, unite nel Cotec, è che l’Europa dà finanziamenti col contagocce, privilegia i grandi, e i suoi meccanismi burocratici rischiano di tarpare le ali ai piccoli imprenditori.
Davanti al capo dello Stato, Napolitano, al re di Spagna Juan Carlos e al presidente portoghese Cavaco Silva le aziende chiedono il sostegno dei governi, aiuti fiscali e l’aumento della cooperazione scientifica e tecnologica perchè solo con i fondi per la ricerca si può battere la crisi e vincere la sfida della competitività. Pe migliorare la produttività serve innovazione e dunque è lì che gli sforzi vanno concentrati.

All’orizzonte c’è il semestre europeo a guida spagnola dal 1 gennaio prossimo e sia il Cotec che il Forum di dialogo Italia-Spagna, guidato dall’Arel del presidente Enrico Letta, sperano che questo semestre a guida “mediterranea” possa spostare l’asse della Ue verso i paesi latini e i loro problemi. In ballo c’è tanto: oltre allo sviluppo per battere la crisi, il caldissimo tema dell’immigrazione . e qui l’Europa è chiamata a farsi carico diidendosi il peso dei richiedenti asilo e di sancire regole comuni condivise per l’ingresso dei migranti regolari- e il tema dell’unione mediterranea che prevede il dialogo politico-economico con le altre sponde, quella africana e quella mediorientale.

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