Il futuro è l’energia rinnovabile. Dalle istituzioni di governo agli analisti di settore, il concetto viene espresso ormai da tempo. Ma se continueremo a ripeterlo senza porre in essere iniziative concrete, la svolta, anche culturale, verso un nuovo modello di generazione e approvvigionamento energetico potrebbe non avere mai luogo.
Sviluppare da oggi soluzioni che contribuiscano a ridurre la dipendenza dal petrolio, dal carbone e da tutte le fonti fossili che determinano l’inquinamento dell’aria e il riscaldamento globale del pianeta è la priorità numero uno. Senza contare che l’investimento nei mercati emergenti delle tecnologie eco-compatibili stimola l’attività economica di un intero comparto industriale, generando nuove competenze, nuovi posti di lavoro e nuova ricchezza distribuita.
Parliamo di diverse tecnologie per la produzione di energia rinnovabili, tutte ad un grado di maturità che ne consentirebbe l’utilizzo ad un più ampio raggio rispetto a quello attuale. La prima tra queste, per il rapporto tra costo e produzione nella generazione di energia elettrica, è quella eolica; una tecnologia che, per volume di potenza installata, vede l’Italia al quarto posto in Europa, con margini di crescita ancora ingenti. Ulteriore esempio, gli impianti fotovoltaici, che trasformano l’energia solare in energia elettrica sfruttando le proprietà di alcuni materiali semiconduttori, con grande facilità di integrazione con i sistemi architettonici preesistenti e una lunga vita operativa. Ancora, le bioenergie, ovvero l’energia utile derivante dai biocombustibili prodotti tramite fermentazione di vegetali ricchi di zuccheri, come da biomasse oleaginose, quali girasole o soia, oppure da biogas derivante dalla fermentazione anaerobica di diverse sostanze organiche. I biocombustibili rivestono una funzione importante perché già da ora potrebbero essere massivamente impiegati per applicazioni quotidiane senza alterarne le caratteristiche (basti pensare che il bioetanolo può essere utilizzato nelle benzine con percentuali fino al 20% senza modificare il funzionamento del motore).
Un elemento di possibile vivacità è costituito dagli incentivi pubblici. Rispetto alle economie più avanzate (almeno per quanto riguarda quelle europee) l’Italia ha ancora diversi passi da compiere. Eppure il quadro normativo italiano si sta muovendo nella giusta direzione. Soprattutto con i certificati verdi, principale meccanismo di incentivazione all’utilizzo dell’energia eolica, introdotti nel 1999 e recentemente riformati per consentire un incremento della quota annuale di energia rinnovabile immessa in rete in Italia. O con il conto energia per incentivare il fotovoltaico, che remunera l’energia elettrica prodotta da un impianto per 20 anni differenziandone il valore in base alle potenze nominali e al livello d’integrazione architettonica dell’impianto. Infine con gli incentivi, progettati nell’ultima Finanziaria, per la produzione di energia elettrica da biomasse e biogas nell’ambito di intese di filiera.
Fondata nel 2003, Relight acquisisce, sviluppa e gestisce portafogli di progetti a livello internazionale attraverso le società del gruppo, come Resolar che opera esclusivamente nel solare fotovoltaico. Lo scopo è quello di promuovere una crescita sostenibile dell’industria energetica italiana, focalizzandosi sulle energie rinnovabili, sui bio-combustibili e su nuove tecnologie energetiche. La società articola la propria attività lungo l’intero processo di realizzazione di un impianto ad energia rinnovabile, ovvero la selezione del sito migliore sul quale investire, lo sviluppo del progetto in tutti i suoi aspetti tecnici, legali e finanziari, la costruzione dell’impianto e la successiva gestione nel lungo termine.
Attraverso le diverse società del gruppo Relight sta realizzando nuovi impianti fotovoltaici in Italia, con l’obiettivo di sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’ultima versione del conto energia. Allo stesso tempo, la società è attiva nel settore eolico dove, nei prossimi anni, prevede di sviluppare progetti per almeno 500 MW in Italia, e per altrettanti nel bacino del Mediterraneo (per un confronto tangibile, si consideri che 1 MW di energia eolica permette l’alimentazione di circa 600 abitazioni)
Investire nell’energia pulita è dunque la strada giusta per innovare. Con l’obiettivo di sfruttare i principali risultati di sviluppo tecnologico affinché le fonti rinnovabili possano arrivare a colmare gran parte del nostro fabbisogno di energia.

Gokham Baykam, Fondatore e amministratore delegato di Relight


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