Il progetto nasce dopo un’analisi comparativa della legislazione dei principali paesi europei e propone più incentivi per persone fisiche e imprese e verifiche effettive

Un disegno di legge per la defiscalizzazione dei finanziamenti privati a favore di ricerca e cultura. È quanto propone un progetto promosso dalla Fondazione Cotec, presentato oggi durante un seminario che si è svolto presso la sede della Fondazione, a Roma.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro dell’Università e Ricerca Fabio Mussi, Alberto Gambino, Consigliere Politico del Ministro Rutelli e Paolo Annunziato, Direttore di Innovazione e Ricerca di Confindustria. In un contesto europeo e mondiale che aumenta in maniera significativa le risorse finanziarie private a favore di ricerca e patrimonio culturale, l’Italia rimane indietro.
Si pensi infatti che il nostro sistema d’impresa investe solo lo 0,4% del Pil in ricerca, contro il 2% delle imprese americane e il 2,4 di quelle giapponesi.

Una differenza rilevante che rischia di rallentare la competitività del Paese e creare un vero e proprio cortocircuito, avvertono gli esperti che hanno lavorato alla relazione presentata oggi. Finora, infatti, quei pochi strumenti legislativi messi a punto in Italia per incoraggiare i privati a investire in ricerca, non hanno centrato l’obiettivo. Benefici limitati per i donatori e scarse verifiche, le cause principali del fallimento. Per questo, lo studio promosso dalla fondazione Cotec propone, da una parte, maggiori vantaggi per le attività dei soggetti privati che decidono di investire in ricerca e, dall’altra, delle verifiche più serrate affidate magari all’Agenzia delle Entrate o anche a un’apposita Authority.

“Con questo seminario” ha dichiarato Riccardo Viale, Direttore Generale della Fondazione Cotec “intendiamo lanciare nuove idee per presentare un disegno di legge che favorisca veramente i finanziamenti privati a ricerca e cultura, perché oggi ricerca e cultura sono legate molto più che in passato e il collante comune è la nuova economia della conoscenza”.

Per approfondimenti consulta anche:

Politica fiscale per la Ricerca e l’Innovazione