La natura ci parla costantemente. Sta all’uomo progettare sistemi in grado di tradurre i segnali emessi in informazioni tangibili. Utili a comprendere ciò che sta succedendo e, soprattutto, ciò che potrà succedere. Arriva da questa esigenza, sociale prima ancora che tecnologica, la spinta innovativa più dirompente.
Minteos è nata come una piccola spin-off dalla passione di Marco Brini, oggi Ceo, e di alcuni giovani ricercatori. Oggi, a distanza di pochi anni, è presente sul mercato internazionale e punta a disporre del più esteso parco di sensori al mondo per ciò che riguarda le applicazioni ambientali. Una crescita basata sull’apporto di professionalità di diversa estrazione, accomunate dalla medesima visione: la tecnologia come condizione necessaria ma non sufficiente per realizzare innovazione. Ciò che occorre più di ogni altra cosa è infatti la capacità di “vedere” il futuro. E di concepire risposte concrete alle esigenze della comunità.
Le catastrofi naturali rappresentano da sempre una minaccia per l’uomo e la sua attività. Con dei costi spesso altissimi in termini di vite umane e danni alle infrastrutture. Un conto da qualche miliardo di dollari ogni anno. La gran parte dei quali potrebbero essere risparmiati mediante i sistemi di diagnosi precoce o early warning. La chiave tecnologica sono i wireless sensor network, reti di sensori “sentinella” distribuiti sul territorio in grado di verificare in ogni istante eventuali condizioni di pericolo. Informazioni a cui è possibile accedere in tempo reale via web o palmare. Un modello che garantisce una media di 40 secondi per l’entrata in azione delle squadre di soccorso. Minteos è partita dal monitoraggio dei boschi per la prevenzione di incendi e dal controllo dei rischi idrogeologici. Oggi la rete di sensori permette anche l’osservazione della tenuta di infrastrutture quali condotte e dighe (come il sistema fognario di Atene o la diga di Beauregard in Valle D’Aosta), ma anche l’analisi delle emissioni di gas nocivi in ambienti industriali. Fino al controllo del livello di polveri sottili in ambito urbano. Il vantaggio di una rete capillare, scalabile e adattabile, rispetto alle tradizionali centraline fisse, appare dunque chiaro. E si traduce nell’assenza di falsi allarmi, nella limitata necessità di manutenzione, ma anche nell’opportunità di automazione. È l’allarme a raggiungere l’utente, senza bisogno di una centrale operativa costantemente funzionante.
Risorse economiche e tecnologie avanzate sono un input essenziale per l’innovazione. Ma alla base rimane l’uomo. Con la sua capacità creativa e la sua voglia di superare le barriere. Chi punta solamente a incrementare la propria quota di mercato perde una grande occasione per il futuro. Innovare significa soprattutto saper colmare un bisogno.

 

Maurizio Savioli, socio e Chief Operating Officer di Minteos

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