La ricerca aeronautica ha sempre puntato ad aumentare la potenza specifica dei motori per realizzare più spinta a parità di peso. Da alcuni anni ciò non basta più: accanto all’evoluzione esasperata di prestazioni ed affidabilità si è aggiunto l’aspetto fondamentale dell’eco-compatibilità.
Parlare del trasporto aereo significa parlare di un mercato la cui espansione è ben lontana da dare segni di rallentamento. Da qui al 2020 l’incidenza del mezzo aereo sul totale dei trasporti è destinata a raddoppiare, passando dal 15% al 30%. Tra poco più di dieci anni, il volume di traffico aereo europeo si attesterà quindi su una cifra vicina ai 30 milioni di voli all’anno. Ma a raddoppiare sarà anche l’emissione di agenti inquinanti.
È dunque chiaro, come ha esplicitamente richiesto l’Unione Europea, che l’aspetto base dell’evoluzione tecnologica del trasporto aereo non saranno più soltanto le prestazioni, bensì la compatibilità eco-ambientale.
Il Protocollo di Kyoto sulla salvaguardia dell’ambiente e la necessità di rendere lo sviluppo delle tecnologie sostenibile nel tempo hanno infatti portato l’UE a chiedere alla comunità aerospaziale di ridurre l’impatto del trasporto aereo sull’ambiente, anche per migliorare la qualità della vita direttamente percepita dai cittadini
La comunità aerospaziale, consolidatasi nel gruppo ACARE (Advisory Council for Aeronautics Research in Europe), nelle sue due edizioni della SRA (Strategic Research Agenda) ha individuato le direzioni di sviluppo per il prossimo ventennio: sistemi aerospaziali che minimizzino l’impatto ambientale della propulsione aerea sia sotto l’aspetto delle emissioni acustiche, sia sotto quello del consumo combustibile e delle relative emissioni inquinanti. In questa ottica si distingue l’impegno di ricerca di Avio. Gli obiettivi da perseguire entro il 2020 sono senz’altro ambiziosi. Si tratta in primo luogo di ridurre il consumo specifico, e quindi l’emissione di anidride carbonica per passeggero e per chilometro percorso, del 50%. Questo significa mettere in campo miglioramenti del velivolo, del motore ma anche della gestione del traffico aereo.
Il secondo obiettivo è quella di una drastica diminuzione, pari all’80%, dell’emissione di inquinanti non reversibili, soprattutto in prossimità degli aeroporti. Un ruolo preponderante sarà in questo caso giocato dagli adeguamenti dei sistemi propulsivi.
Un’ulteriore sfida sarà quella di abbattere di almeno il 50% il rumore percepito in prossimità degli aeroporti. Infine, dovrà essere sensibilmente ridotto l’impatto ambientale delle applicazioni industriali di fabbricazione, manutenzione, riparazione e revisione del sistema aerospaziale.
La portata degli obiettivi europei ed internazionali è tale da rendere necessarie innovazioni di tipo radicale, dove risulta decisivo il ruolo della ricerca tecnologica.
A livello europeo si stanno studiando nuovi concetti e nuove architetture dei velivoli che, rispetto a quelli attuali, porteranno a decisi tagli del fabbisogno energetico.
Un programma che si sosterrà su più fattori: a partire dall’uso di materiali innovativi più leggeri sino alle soluzioni aerodinamiche e sistemistiche che aumentano l’efficienza del sistema volante, come ad esempio le superfici portanti “attive”, cioè capaci di adattarsi al migliore assetto di consumo energetico in qualunque condizione di volo, riducendo la resistenza all’avanzamento ma anche il rumore aerodinamico.
Avio ha concentrato i suoi sforzi di ricerca sui combustori, componenti essenziali per diminuire i residui dannosi per l’ambiente e migliorare le efficienze dei motori, sulla realizzazione di nuove soluzioni di design delle turbine di bassa pressione, per ridurre il rumore generato e su nuove architetture per le trasmissioni meccaniche.
I campi di ricerca, innovazione e industrializzazione da coinvolgere per centrare gli obiettivi europei sono davvero molteplici. È cruciale sostenere ed incrementare, sia le sinergie tra i protagonisti della ricerca aeronautica a livello europeo, sia il coordinamento delle risorse scientifiche, imprenditoriali e finanziarie su cui possono contare le imprese a livello regionale.
In questo senso Avio, tramite il Comitato Promotore Distretto Aerospaziale ed il sostegno della Regione Piemonte sta lanciando un’iniziativa di ricerca che coinvolgerà Università e PMI sugli obiettivi dell’eco-compatibilità. Tutta l’industria aeronautica si dovrà cimentare con la sostenibilità ambientale delle sue tecnologie. Solo le imprese che sapranno adeguarsi a queste priorità riusciranno a trasformare un problema in un’opportunità di mercato, aumentando quindi il loro vantaggio competitivo.

Saverio Strati, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Avio


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